I COMPRESSORI - Compressore rotativo a lobi tipo Root
E’ un compressore poco utilizzato per le modeste prestazioni, produce infatti pressioni fino ad un massimo di 3 bar con scarse portate. Due ingranaggi sono rigidamente assemblati su ognuno dei due lobi e liberi di ruotare. Ruotando aspirano l’aria e la convogliano dall’ingresso alla mandata. L’accoppiamento tra i due lobi e molto preciso cosa che non permette trafilamenti tra ingresso ed uscita.
I COMPRESSORI - Compressore alternativo
CILINDRI A SEMPLICE EFFETTO
Un cilindro a semplice effetto sviluppa la spinta in una sola direzione. Lo stelo si riposiziona nella condizione di riposo per mezzo dell’azione di una molla o per l’azione di una forza esterna. Si distinguono in cilindri a semplice effetto in spinta o in trazione. Sono utilizzati per applicazioni quali serraggi, espulsioni pressature etc. quindi senza carichi ancorati al filetto dello stelo. La molla infatti e dimensionata solo per riposizionare l’equipaggio stelo/pistone.
Un esempio di cilindro con rocchetto e cremagliera è riportato nello schema funzionale a fianco. In questo caso, cremagliera e rocchetto sono all'estremità dello stelo del cilindro: lo stelo è prolungato e su di esso è ricavata una dentatura piana, la cremagliera, che
si impegna su una ruota a dentatura esterna, il rocchetto R, solidale con l'albero di uscita. Nello schema è visibile anche una rotella S che ha la funzione di controbilanciare le spinte radiali che nascono dallo scambio delle forze tra cremagliera e rocchetto. L'albero di uscita ruota in senso antiorario durante la corsa di fuoriuscita del pistone e nel verso opposto durante la corsa di rientro. L'entità degli spostamenti dipende dalla corsa del cilindro e normalmente si hanno cilindri con rotazioni angolari di 45°-90°-180°-270°. Un altro tipo di cilindro rotativo è rappresentato nell'immagine a lato. Questo comprende un corpo centrale da cui sporgono due cilindri, uno per parte, entro cui scorrono due stantuffi collegati da uno stelo comune. Sullo stelo è ricavata una dentiera che si impegna su un rocchetto solidale con l'albero di uscita. Nel cilindro della figura questo è provvisto di sede per chiavetta per il collegamento dell'organo comandato. Ponendo in pressione una camera esterna gli stantuffi si spostano e la forza prodotta viene trasmessa all'albero di uscita tramite gli ingranaggi. Il sistema è ovviamente fornito di ammortizzo pneumatico al fine di evitare urti indesiderati.
Un'altra versione è quella riportata nella figura sottostante, che prevede l'utilizzo di due pistoni. Per ottenere la rotazione del rocchetto, collegato con l'albero di uscita, occorre alimentare una camera e contemporaneamente mettere in scarico la camera dell'altro cilindro. Il pistone con la camera allo scarico è riposizionato dalla medesima rotazione del rocchetto
provocata dall'altro cilindro. L'angolo di rotazione dipende dalla corsa dei pistoni, mentre il momento torcente, oltre che dalla pressione e dall'area utile dello stantuffo, dipende dal raggio primitivo del rocchetto.


















Nessun commento:
Posta un commento